Sciopero dei tir: Sicilia in ginocchio Benzina finita, assalto ai negozi

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Sciopero dei tir: Sicilia in ginocchio Benzina finita, assalto ai negozi

Messaggio Da °°))Gandy((°° il Mer 18 Gen 2012, 19:40

Terzo giorno di protesta: altri presìdi a Mineo, Caltagirone e nel Palermitano. Carburante introvabile in tutta l'isola, ressa davanti alle poche aree di servizio ancora aperte, scaffali vuoti nei supermercati. Immigrato preso a sprangate a Porto Empedocle. Trattori in centro ad Agrigento, tensione al petrolchimico di Gela. Adunata su Facebook: anche gli studenti in strada per solidarietà. I manifestanti: "La gente si è unita a noi, non si capisce perché vogliono criminalizzarci". Domani incontro tra l'Aias e Lombardo. Richichi: "La grande distribuzione la fa da padrona"
18/01/2012

CATANIA - Terzo giorno in Sicilia del blocco dei tir, proclamato dal movimento Forza d'urto, sigla che raccoglie i camionisti aderenti all'Associazione imprese autotrasportatori siciliani, agricoltori riuniti sotto la sigla del Movimento dei forconi e pescatori che, da lunedì scorso, bloccano strade, ferrovie, porti, per protestare contro l'aumento del prezzo dei carburanti e delle tariffe autostradali. La benzina è ormai quasi introvabile in tutta l'isola, anche i generi di prima necessità cominciano a scarseggiare in alcuni centri, nei negozi salgono i prezzi di frutta e verdura, gli scaffali nei supermercati si svuotano. A Palermo in gran parte dei supermarket scarseggia o è addirittura terminata l'acqua minerale.

BENZINA INTROVABILE - I blocchi stradali, che stanno fermando l'economia dell'isola, hanno avuto come primo effetto la presa d'assalto dei distributori di carburante, molti dei quali sono già a secco. Code interminabili si registrano alle pompe di benzina. A Catania il 95% delle aree di servizio è chiuso. Scene indescrivibili in alcuni punti di Palermo, come in viale Campania, dove stanno operando gli agenti della polizia municipale che sono intervenuti per regolare il traffico e per placare gli animi accesi degli automobilisti esasperati. In piazza Virgilio, davanti ad uno dei distributori, si è creata una fila chilometrica che ha mandato in tilt la circolazione stradale e bloccato il traffico. Auto incolonnate lungo viale Regione siciliana nei pressi delle pompe di benzina.

IMMIGRATO AGGREDITO A PORTO EMPEDOCLE - Un senegalese è stato preso a sprangate alla testa, ed è finito in ospedale, perchè si è permesso, nella tarda serata di ieri, di rimproverare un automobilista di 30 anni che aveva sorpassato la fila chilometrica di automobilisti, incolonnati per fare rifornimento al distributore di carburante sulla statale 115, a Porto Empedocle. L'aggressore, C. D., è stato denunciato, alla procura, dalla polizia per lesioni personali gravi e per porto di oggetti atti ad offendere.

AIAS INCONTRA LOMBARDO - "Domattina a Palermo incontreremo il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, i Prefetti della Sicilia e presenteremo le nostre richieste". L'annuncio è del presidente dell'Aias, Giuseppe Richichi. L'incontro, organizzato dai Prefetti siciliani, è in programma domani alle 10, a Palazzo d'Orleans. "Il problema - ha detto Richichi - non è di facile soluzione. I signori della grande distribuzione la fanno da padroni, perchè non c'è questa filiera lunga della quale parlano. Si tratta di un passaggio dal mondo produttivo ai supermercati. Gestiscono loro questo monopolio".

AUMENTANO I BLOCCHI - A Palermo continua il presidio davanti all'ingresso del porto e nei pressi della circonvallazione, all'ingresso di via Oreto e all'altezza dello svincolo di Villabate. Lungo lo scorrimento veloce Palermo-Agrigento, allo svincolo per Bolognetta, ci sono un centinaio persone e una quarantina di mezzi pesanti. Un nuovo presidio è previsto nei pressi dello svincolo per Lercara Friddi. Per Franco Calderone, del movimento Forza d'Urto, "la protesta sta andando avanti in maniera egregia". "Lo dimostra - dice - il fatto che spontaneamente la gente si è unita a noi, dandoci la possibilità di organizzare un altro presidio sulla Palermo-Agrigento. Non si capisce, però, perchè la nostra protesta venga criminalizzata".

Nel Catanese due nuovi presidi si sono aggiunti stamattina a quelli già esistenti da ieri: lungo la Statale 385, all'altezza del bivio di Mineo, e a Caltagirone, nella zona del cimitero. Si aggiungono a un blocco lungo la statale Catania-Gela, all'altezza del bivio Iannarello, a uno già esistente nei pressi di Castel di Judica. Permangono i blocchi organizzati a Catania, nel piazzale antistante il porto; nella Zona industriale, all'altezza della Rotonda della VIII Strada; nei pressi dello svincolo Paesi Etnei della Tangenziale; ad Acireale, all'altezza del bivio dell'hotel Orizzonte, lungo la Statale 114; nei pressi della frazione Trepunti, a Giarre. Nel Messinese, sit-in ai caselli di Villafranca Tirrena (versante tirrenico) e Tremestieri (jonico), con i camion disposti lungo i lati della carreggiata, per consentire il passaggio delle vetture. Nella città dello Stretto, invece, i tassisti hanno organizzato un corteo di protesta che ha attraversato le strade principali.

AGRIGENTO: TRATTORI IN CENTRO E ASSALTO AI NEGOZI - Ad Agrigento venti trattori di manifestanti che aderiscono alla protesta Nuovi vespri sono entrati in città. Dopo avere raggiunto prima piazza Vittorio Emanuele e poi piazzale Rosselli, hanno lasciato il centro per dirigersi nuovamente verso la Statale 189 per Palermo.

Tutti i distributori di benzina sono ormai chiusi, tranne quello del quadrivio Spinasanta e quello sulla statale 115, in territorio di Porto Empedocle. Le file di automobilisti davanti alle due aree di servizio sono chilometriche, le scorte si vanno assottigliando ed entro la giornata è probabile che finiscano. Presi d'assalto anche i supermercati: gli agrigentini - temendo che i blocchi stradali dei tir proseguano a oltranza - stanno facendo scorta di pasta e alimenti a lunga conservazione.

"Il blocco dei tir non sta provocando caos nel territorio di Agrigento - precisa il sindaco Marco Zambuto -, dove gli unici disagi interessano i molti automobilisti in coda presso i pochi distributori di benzina che non hanno ancora esaurito le scorte. Lo svolgimento della protesta è sotto controllo e costantemente monitorato dagli organi di sicurezza che hanno mobilitato tutti gli uomini per assicurare l'adeguata assistenza alla cittadinanza. Nei supermercati l'affluenza è regolare e paragonabile a quella di un giorno di festa, senza nessuna corsa alla scorta alimentare".

STUDENTI IN SCIOPERO. Dopo tre giorni di protesta in Sicilia si mobilitano anche gli studenti delle scuole superiori. Con un passaparola su facebook gli studenti siciliani hanno dato vita a un comitato di supporto alla protesta dei lavoratori, promuovendo per venerdì uno sciopero regionale in tutte le scuole. Gli studenti assedieranno pacificamente, in tutte le città siciliane, i palazzi del potere, "simbolo dell'incapacità della classe politica di difendere i legittimi interessi del territorio". La protesta contro il caro-vita, generato soprattutto dall'aumento del costo della benzina e della pioggia di tasse imposte dal governo Monti, non riguarda soltanto lavoratori e categorie produttive ma anche gli studenti che stanno subendo più di tutti gli effetti della crisi economica.

GELA: FUNERALE PER L'AGRICOLTURA - Un corteo funebre, con canti e litanie, è stato simulato da un centinaio di dimostranti del movimento dei forconi che stamane protestano anche a Gela. Il corteo ha raggiunto piazza Municipio. Al centro della piazza è stato allestito un feretro, composto da un tronco d'albero a forma di croce, con attorno carciofi, peperoni, arance e melanzane, al posto dei fiori. "Un ricorso alla metafora - hanno detto gli organizzatori - per denunciare con forza la morte dell'agricoltura siciliana". Massiccio il presidio sulla Statale 115 per Vittoria, la strada principale per raggiungere le campagne dove predominano le colture in serra. I presidi alle porte della città gelese e dello stabilimento petrolchimico intanto sono diventati blocchi invalicabili. La direzione della raffineria ha convocato i sindacati chimici per un esame congiunto della situazione d'emergenza venutasi a creare per il mancato arrivo del personale turnista, bloccato dai dimostranti.

Sempre nel Nisseno, sindaci e vertici provinciali delle forze dell'ordine sono riuniti nella prefettura di Caltanissetta per un esame della situazione. Sul tavolo del confronto anche le condizioni di sicurezza del petrolchimico di Gela, minacciato dal mancato arrivo del cambio turno, alle 6 e alle 14 di oggi. Il personale che sta facendo marciare gli impianti è in servizio ininterrottamente da ieri sera alle 22, cioè da 18 ore. Alle 14 i lavoratori turnisti sono stati fatti salire su alcuni pullman, che, scortati dalla polizia, hanno tentato di superare i blocchi, ma invano. Mezz'ora dopo un autobus con 50 operai è riuscito a passare.

La tensione davanti al petrolchimico di Gela si è allentata grazie alla mediazione del prefetto, Umberto Guidato: contadini e autotrasportatori in sciopero si sono impegnati ad allentare i blocchi per consentire il passaggio dei lavoratori turnisti. E' stato così scongiurato il pericolo di una fermata generale e improvvisa dello stabilimento che - come paventato dall'azienda dell'Eni - avrebbe potuto comportare rischi per le maestranze, gli impianti e l'ambiente. Alle 17.30, il personale che era in turno dalle 22 di ieri sera ha potuto ricevere il cambio e tornare a casa dopo quasi 20 ore di lavoro.


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Blocco tir, benzina esaurita lunghe code ai distributori

Messaggio Da °°))Gandy((°° il Mer 18 Gen 2012, 20:03

E' l'effetto dello stop dei mezzi pesanti imposto dal movimento Forza d'urto. Lunghe code ai distributori di carburante. Sale il prezzo della benzina e degli alimentari in alcuni negozi. Sit-in al porto di Palermo. Con i manifestanti Forza nuova e i centri sociali. I vigili: "Il panico è ingiustificato". Momenti di tensione all'Ortofrutticolo. Ieri le autocisterne di Eni ed Esso hanno viaggiato scortate dalla polizia. Il responsabile del movimento: "Questa classe politica deve andare a casa"
di SALVO CATALANO

Blocco tir, benzina esaurita lunghe code ai distributori Cittadini in coda per riempire i bidoni di benzina
Benzina esaurita in molte stazioni di servizio, rincarata in altre. E ancora prezzi di frutta e verdura saliti improvvisamente, mentre alcuni alimenti come surgelati, acqua e latte cominciano a scarseggiare. Questi gli effetti dello stop al traffico dei tir imposto in Sicilia dal movimento Forza d'urto, a cui aderiscono l'Aias (Associazione autrotrasportartori siciliani) e il Movimento dei forconi.

Il motivo della protesta che ha portato a blocchi e sit-in in tutte le principali arterie di collegamento della Sicilia è l'aumento dei prezzi dei carburanti. Agricoltori e autotrasportatori puntano il dito contro le politiche dei governi nazionale e regionale in materia di accise. "Siamo sull'orlo del fallimento, servono interventi di sostegno", denunciano. "Non è lo sciopero di una categoria, ma la rivoluzione di un popolo".

Intanto è caos per la benzina. Code chilometriche da ieri sera dove il carburate è ancora disponibile e distributori deserti dove invece è già esaurito. E cominciano ad arrivare denunce di prezzi rincarati. Stesso discorso per la frutta e la verdura nei supermercati. In molti negozi di alimentari a causa del mancato arrivo della merce gli scaffali si sono svuotati.

Centinaia di mezzi pesanti sono fermi all'interno del porto di Palermo. Ieri sera sono partite due delle tre navi, dirette rispettivamente a Napoli e Genova, da lunedì ferme nel porto a causa dei blocchi con gravi disagi per i passeggeri.

A Gela da questa mattina i manifestanti hanno impedito ai dipendenti della raffineria di raggiungere il loro posto di lavoro, bloccando l'uscita dalla fabbrica dei turnisti e l'entrata in azienda dei giornalieri. Un serpentone di macchine e tir blocca la strada di accesso alla zona industriale dell'Asi mentre davanti al municipio è stato inscenato un funerale. La raccolta dei rifiuti, da ieri è stata sospesa in tutta la città.

A Catania il 95 per cento delle stazioni di servizio non può lavorare, Palermo si è svegliata questa mattina con le stesse lunghissime code di auto che si sono viste ieri sera in prossimità delle stazioni di servizio. Con il blocco dei mezzi pesanti imposto in tutta la Sicilia, il movimento Forza d'urto chiede lo stop all'aumento del costo del carburante. E intanto a pagare i disagi sono i cittadini che non trovano più benzina.

A Palermo nei pressi dei distributori di viale Campania questa mattina si è creato un ingorgo ed è dovuta intervenire la polizia municipale. Stessa situazione in piazza Virgilio e auto incolonnate anche lungo viale Regione siciliana sempre nei pressi dei benzinai. I palermitani protestano per i disservizi. E disagi e proteste si sono registrati anche a Catania, Siracusa, Ragusa, Messina e Trapani.

Ieri notte a Palermo i punti di maggiore criticità sono stati: viale Regione Siciliana all'altezza di via Pitrè e via Perpignano, lo svincolo di Tommaso Natale, viale Leonardo da Vinci e ancora la zona di Montepellegrino e piazza Camporeale.

I presidi del movimento Forza d'urto in città sono due: nello slargo antistante il porto e alla rotonda di via Oreto. Da qui camion e Tir non passano e il traffico delle auto è rallentato dal continuo via vai dei manifestanti e dai mezzi pesanti parcheggiati a bordo strada. "Accosta, non lo sai che c'è lo sciopero? Per stasera resti a farci compagnia", intima uno dei manifestanti intorno alle quattro del pomeriggio a Luca Di Salvatore, alla guida di un furgone nero proveniente da Catania che trasporta una moto ape.

"È un sequestro vero e proprio", dice Di Salvatore al telefono con il datore di lavoro. L'autista non ci sta e chiede l'intervento dei poliziotti che a qualche decina di metri hanno assistito alla scena. Seguono momenti di tensione, ma alla fine ottiene il via libera. "Nessuno può essere costretto a fermarsi contro il suo volere, è la prima volta che interveniamo", assicura un agente. Stessa sorte di prima mattina era toccata a Leoluca Castellese. "Sono partito presto da Termini - racconta - perché credevo che a quell'ora non mi fermassero, invece eccomi qui al presidio. Ho il camion carico di mangimi da scaricare a Monreale". Tensioni in mattinata al porto tra commercianti del mercato ortofrutticolo e i manifestanti. "Volevano far uscire la merce, ma non se ne parla", assicura Francesco Dominici.

Alla rotonda di via Oreto i "convinti" dell'ultima ora si mischiano alle decine di manifestanti che hanno abbracciato le cause della protesta. Ma quali sono le anime dell'operazione Nuovi vespri siciliani? Chi c'è dietro, o meglio dentro, il movimento Forza d'urto?

Innanzitutto gli agricoltori riuniti nel Movimento dei forconi, il cui leader carismatico, Martino Morsello, da domenica sera stazione in via Oreto. "Questa classe politica deve andare a casa, tutta senza distinzioni", esordisce Morsello. I Forconi chiedono la defiscalizzazione dei carburanti, l'applicazione dell'articolo 37 dello statuto siciliano che prevede di trattenere nell'Isola le imposte sulle imprese che hanno in Sicilia stabilimenti e impianti, la possibilità per la Regione di stampare autonomamente moneta. Sul web, nei giorni scorsi, si sono rincorse numerose voci che hanno accostato il Movimento dei forconi e il suo leader a Forza Nuova.

Nel dicembre scorso Morsello ha parlato al congresso nazionale del movimento di estrema destra. "Facciamo chiarezza una volta per tutte: sono stato invitato a parlare come esperto di agricoltura e ci sono andato", replica Morsello, che dal 1980 al 1993 è stato assessore al Comune di Marsala per il partito socialista. "Chiunque sostenga le nostre posizioni è il benvenuto, non importa che sia fascista, anarchico o autonomista. Qui la gente è povera e stufa".

Ci sono facce giovani accanto a quelle mature degli agricoltori. Sono quelle dei ragazzi del centro sociale Anomalia. "Siamo qui da ieri perché condividiamo lo spirito antiglobalizzazione della protesta", spiega Giuliana. "Questa - dice indicando la bandiera della Sicilia sulle spalle della sua amica - è stata il simbolo dei Vespri e dei Fasci siciliani, oggi invece è abusata dagli autonomisti, è arrivato il momento di riappropriarcene". Pochi metri più in là, la stessa bandiera è in mano ad alcuni ragazzi di Forza Nuova, stretti nei loro giubbotti neri.

"Abbiamo riconosciuto la sincerità di questa lotta fatta per il popolo siciliano e siamo venuti", afferma Massimo Ursino. Fastidio per la presenza del centro Anomalia?: "L'unione di poli antagonisti è uno sgarbo al sistema". Ma tra i due poli opposti si nascondono anche semplici studenti, disoccupati e meccanici. "Dalla Sicilia - promette Fabio Conigliaro, autotrasportatore - è partito un effetto domino. Stavolta faremo davvero la rivoluzione".


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I Forconi: non ci fermeremo

Messaggio Da °°))Gandy((°° il Dom 22 Gen 2012, 16:48

Il leader del movimento in Sicilia: la protesta andrà avanti in forma pacifica. Si attende l'esito del vertice tra il premier Monti e il governatore Lombardo in programma mercoledì


PALERMO. "Continuano i presidi del Movimento dei Forconi e degli autotrasportatori in tutta l'isola siciliana, e la protesta continuerà fino al 26 gennaio e sarà in forma pacifica ma sarà tenuta alta la tensione per far conoscere al mondo intero lo stato di crisi socio economico in cui versa la Sicilia per scelte sbagliate della sua classe politica". Lo afferma Martino Morsello, leader del movimento dei Forconi in Sicilia, all'indomani della rimozione dei blocchi che per quasi una settimana hanno paralizzato l'isola.
In Sicilia, intanto, la situazione si sta lentamente normalizzando, dopo le code chilometriche davanti ai distributori di carburante che ieri hanno riaperto e l'assalto ai supermercati che stavamo ormai esaurendo i generi alimentari. L'attenzione dei Forconi, che insieme agli autotrasportatori dell'Aias e ai manifestanti del movimento Forza d'urto ha dato vita alla protesta, è rivolta adesso all'esito del vertice tra il premier Monti e il governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, in programma mercoledì a Roma. "I siciliani sono pronti dopo il 25 gennaio qualora Lombardo non darà risposte precise alla richiesta del Movimento dei Forconi - annuncia Morsello - a scendere ancora più massicciamente nelle piazze. Intanto innumerevoli donne siciliane plaudono ai manifestanti e chiedono l'assalto all'assemblea siciliana perché la ritengono responsabile del disastro in Sicilia".


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Sicilia, un'intera isola in fila "Qui i benzinai non sciopereranno"

Messaggio Da °°))Gandy((°° il Lun 23 Gen 2012, 09:33

Arriva il carburante dopo la sospensione dello sciopero dei tir: lunghe code ai distributori e momenti di tensione tra gli automobilisti. I rappresentanti dei Forconi all'Ars chiedono il blocco delle cartelle esattoriali per due anni. Esposto del Codacons in tutte le province: "Enorme danno per i consumatori"


PALERMO - Sta tornando lentamente alla normalità la situazione in Sicilia sul fronte dell'approvvigionamento di carburanti. Dopo la sospensione del blocco dei tir, la benzina è arrivata in numerosi distributori, ma i disagi non mancano: ancora lunghe le code di automobilisti, costretti ad attese estenuanti, e momenti di tensione in alcune aree di servizio, parte delle quali ha esaurito le prime scorte ed è stata costretta a chiudere in attesa di nuovi rifornimenti. I blocchi degli autotrasportatori sono scomparsi in tutta la provincia di Catania. Anche i pescatori hanno lasciato i cancelli del porto etneo.

NIENTE SCIOPERO DEI BENZINAI IN SICILIA. "Nessuno sciopero dei benzinai è previsto in Sicilia per le prossime settimane''. La precisazione è di Eduardo Brancato, segretario regionale della Figisc che prevede occorreranno altre 36-48 ore per il ritorno alla normalita". ''In Sicilia, dove ci sono 2.400 impianti, ci vorranno oltre 25 milione di litri di carburante e le autobotti possono portare al massimo 36.000 litri per viaggio, ma autisti e cisterne non sono illimitati. Sono state sospese le chiusure infrasettimanali e notturne''.

BLOCCO DELLE CARTELLE ESATTORIALI. In maniera irrituale per via della giornata festiva, stamani a Palermo alcuni deputati dell'Assemblea regionale siciliana si sono recati a Palazzo dei Normanni per ricevere alcuni rappresentanti del movimento Forza d'urto e dei Forconi. Durante la riunione, nella sala rossa, i parlamentari, appartenenti a maggioranza e opposizione, hanno ascoltato le ragioni che hanno indotto contadini, autotrasportatori e pescatori a organizzare la protesta che per sei giorni ha messo in ginocchio la Sicilia.

''E' emersa la necessità di convocazione di una seduta straordinaria del Parlamento con la presenza del governo - dice Salvino Caputo del Pdl - al fine di dichiarare lo stato di crisi di tutto il comparto produttivo legato all'agricoltura, alla pesca e ai trasporti''. Caputo sostiene la necessità di attivare bandi comunitari a sostegno dello stato di crisi delle aziende. Un altro importante punto da evidenziare è il blocco per due anni delle cartelle esattoriali e la cancellazione dell'Imu per i terreni agricoli. Sono questi i temi sui quali martedì in aula il governo dovrà intervenire''.

ESPOSTO DEL CODACONS. Il Codacons ha presentato un esposto alle Procure della Repubblica dei capoluoghi siciliani per verificare se siano stati commessi reati durante lo sciopero. Secondo l'associazione di consumatori si potrebbe ipotizzare l'interruzione di pubblico servizio e un aumento dei prezzi dei prodotti e lo sviluppo di un mercato nero della benzina.

Secondo il Codacons ''è stato enorme il danno per i consumatori siciliani costretti a subire le conseguenze dei blocchi che hanno impedito il normale approvvigionamento di merce nei mercati e di carburante presso i distributori. Oggi sono costretti a file chilometriche per benzina e gasolio. Per il Codacons la magistratura deve accertare i comportamenti meritevoli di sanzioni penali''.

IL PREFETTO: "NECESSARIO IL DIALOGO". "Negli ultimi sette giorni ho combattuto con la febbre e con un'emergenza davvero difficile. Sarebbe stato inutile agire con la forza, ho cercato di avviare un dialogo", dice afferma il prefetto di Palermo, Umberto Postiglione. "Camionisti e agricoltori non si possono precettare. Abbiamo invece scortato le autobotti, che hanno rifornito alcune pompe di benzina e così i mezzi di soccorso non si sono mai fermati. Credo che la questione sia più generale: l'utilizzo della forza non avrebbe fatto altro che acuire la situazione".

LA COLDIRETTI E I DANNI. Intanto la Coldiretti ha tracciato un bilancio provvisorio dei danni causati dallo sciopero all'agroalimentare: nell'ultima settimana, secondo l'associazione, ammontano ad almeno 50 milioni di euro. Coldiretti sottolinea "l'importanza della ripresa del trasporto merci nell'Isola" ma evidenzia che "al danno economico immediato va aggiunta la perdita di credibilità con la grande distribuzione europea pronta a sostituire il prodotto Made in Italy con quello proveniente da Paesi come la Spagna e Israele, diretti concorrenti della produzione siciliana nell'ortofrutta".

"Sugli scaffali dei supermercati dell'isola e in quelli nazionali ed europei - sottolinea l'associazione di categoria - mancano i prodotti siciliani perché i mercati ortofrutticoli sono bloccati e decine di migliaia di litri di latte sono rimasti fermi nelle stalle, nei caseifici e nelle autocisterne e dovranno essere buttati con danni enormi per gli allevatori che devono assumersi anche il costo dello smaltimento. Perdite consistenti si registrano per tutti i prodotti deperibili come i fiori con l'impossibilità di effettuare le spedizioni necessari per raggiungere i clienti fuori dell'isola. La situazione di difficoltà delle aziende agricole siciliane evidenziata dalla protesta è reale ma la crisi in queste condizioni rischia di aggravarsi e occorre agire subito e con responsabilità avviando un tavolo permanente tra governo, Regione e rappresentanti di categoria".


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