LA MATRI ADDULURATA A RESUTTANO

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LA MATRI ADDULURATA A RESUTTANO

Messaggio Da °°))Gandy((°° il Dom 28 Set 2008, 11:49

LA MATRI ADDULURATA A RESUTTANO

Il 15 settembre, la comunità di Resuttano festeggia la Madonna Addolorata, la cui statua si trova presso la Chiesa di San Paolo Apostolo.

Grande è la devozione del popolo resuttanese verso la Madre dei dolori e anche il rinnovamento della confraternita è segno visibile di questa devozione; infatti ben 40 sono gli elementi femminili che uniti al ramo maschile formano veramente un gruppo molto nutrito.

Per tracciare alcune coordinate storiche di questa ricorrenza bisogna andare molto indietro nel tempo e precisamente al 1878, data in cui la statua fu donata alla chiesa di San Paolo dall'ex frate cappuccino Teofilo Albo, soprannominato " Talofaro", originario di Castelbuono, ma residente a Resuttano, e propriamente nel rione della chiesa San Paolo.

Uomo profondamente religioso, durante la processione de Venerdì Santo si accorse che dietro al Cristo morto mancava la Madre Addolorata. Cominciò a chiederne il motivo, prima ai paesani, poi al sacerdote economo della Chiesa madre che spiegò tale mancanza per problemi economici, visto che fare costruire una statua aveva costi non indifferenti.

Talofaro capì che doveva darsi da fare personalmente se voleva che si realizzasse il suo più grande desiderio e così si recò al paese natìo, Castelbuono, dove conosceva uno scultore di statue religiose e a lui chiese di scolpire l'immagine dell'Addolorata per il paese di Resuttano con gli " abbigliamenti e le attrezzature" uguali a quelle di cui era provvista l'Addolorata di Castelbuono.

Nel 1880 con la collaborazione di Giovanni Macaluso e del figlio Domenico, Talofaro costituì la congregazione di Maria SS. Addolorata che ebbe l'approvazione ecclesiastica del sacerdote don Giulio Guanieri.

Talofaro fu il primo superiore della confraternita e procuratore di diritto fino alla morte.

Nel 1977 a causa di un furto sacrilego alla Madonna fu rubata la corona, il pugnale, il mantello, tutte cose che furono prontamente sostituite con la generosità dei fedeli.

Il 15 settembre 1978 per ricordare il centenario dell'arrivo della statua a resuttano è stata posta, all'interno della chiesa San Paolo una lapide commemorativa.

Quando, nel 2003, si è festeggiato il 125 anniversario, lo studioso Felice Dell'Utri ha sottolineato come, nell'arte cristiana l'iconografia della Mater Dolorosa trae origine dall'interpretazione della profezia del vecchio Simeone: "... e anche a te una spada trafiggerà l'anima".

Anticamente la festa veniva celebrata la 3ª domenica di settembre, ma da molti anni si festeggia il 15 settembre.

La festa è preceduto da un solenne settenario durante il quale si recita il rosario dell'Addolorata in siciliano con l'enunciazione dei 7 dolori che patì la Vergine e la conseguente meditazione.

Nella chiesa sono presenti 7 artistici quadri che raffigurano, appunto, questi dolori a partire dalla profezia di Simeone per giungere alla deposizione del Cristo

La festa ha ricevuto nuovo impulso a partire dal 1970, data in cui la chiesa di San Paolo divenne parrocchia per volontà dell'allora vescovo Mons. Francesco Monaco, che nominò parroco don Michele Indorato che, guidando la parrocchia per circa 30 anni, seppe ridare vigore e nuovi stimoli al popolo perché la devozione la Vergine divenisse sempre più fervida.

Suggestiva è la processione che sfila per le vie del paese, dopo la celebrazione della messa che viene celebrata all'aperto per la grande quantità di gente presente che la chiesa non potrebbe contenere.

L'immagine della Vergine è l'emblema del doloro, un dolore composto che conferisce una dolcezza straordinaria al suo viso; indossa un mantello nero, un pugnale le ferisce il cuore, e, come lei anche i confrati indossano delle mantelline nere coi bordi dorati.

Numerosi sono i fedeli che fanno il " viaggio scalzi" per grazia ricevuta.

Tutti ci sentiamo figli particolarmente amati e compresi dall'Addolorata, sappiamo bene che solo chi ha sofferto, come lei, è capace di capire ogni dolore e, certamente, saprà intercedere presso il suo Figlio per ogni cuore smarrito.

La figura della Madre Addolorata e la meditazione dei sette dolori costituiscono sicuramente motivo di profonda riflessione per riscoprire quella fede che ci condurrà al Cristo, tenuti per mano dalla sua mamma.

Una preghiera molto semplice e molto antica è particolarmente cara ai resuttanesi che la recitano sempre, con fede e fiducia:

Vergine aiutami Tu,

Tu lo vedi che non ne posso più;

la mia fede e la mia speranza

stan rivolte tutte in Te.

Tu lo vedi e tu lo sai,

Tu conosci i nostri guai,

per la tua verginità,

Madonna santa aiutaci per carità.



Maria Panzica


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