Mons. Canalella consegna la casa a Valentina Amorelli

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Mons. Canalella consegna la casa a Valentina Amorelli

Messaggio Da THE_HUNTER il Lun 30 Giu 2014, 19:28


«Consegniamo al Signore Gesù nella persona dei nostri fratelli più poveri». Con queste parole il parroco della Cattedrale Mons. Gaetano Canalella ha consegnato ieri mattina alla ragazza-madre Valentina Amorelli, con due figli in tenera età e senza tetto, le chiavi della casa ristrutturata della via Danese (all'angolo con la via Ayala) nel cuore dell'antico quartiere della Provvidenza. Da ieri, pertanto, Valentina Amorelli ha una casa dove potrà vivere con i suoi due figli senza dovere pagare l'affitto perché le è stata data in comodato d'uso gratuito. È una casa che era cadente e che è stata ristrutturata totalmente e resa abitabile con bagno nuovo e cucina; è stata anche arredata con mobili, suppellettili, tende, televisore, pentole, lenzuola.
Una casa donata dalla famiglia Spitaleri alla Cattedrale che ha saputo compiere il «miracolo» grazie ai fondi raccolti e all'aiuto dei benefattori con la collaborazione dei gruppi parrocchiali.
Tutto questo è avvenuto nel corso di una cerimonia molto sobria che si è svolta nella Chiesa di San Sebastiano dove il valore dell'iniziativa è stato evidenziato negli interventi che si sono succeduti. Hanno parlato il parroco della Cattedrale Mons. Gaetano Canalella, Diego Argento del consiglio pastorale della stessa chiesa, Maria Morello e Mara Giacchi della Caritas sempre della Cattedrale, Mirella Campione in nome dei gruppi che operano in città a favore dei bisognosi, il ministro regionale dell'ordine francescano Pietro Lamonica, i rappresentanti de Il Baio Laura Petrantoni, Diego Fonte e la rumena Violeta, alcuni immigrati eritrei, il parroco della locale chiesa ortodossa padre Paolo, il dott. Gabriele Barbaro della Prefettura, il vice sindaco Marina Castiglione e il vicario generale Mons. Pino La Placa.
È stato lo stesso Vicario Generale a benedire la casa consegnata alla ragazza-madre, apparsa visibilmente emozionata, alla quale sono stati espressi gli auguri con un brindisi. Successivamente è stato osservato un momento di preghiera nel cimitero Angeli dove, sempre per iniziativa della Caritas, sono state apposte le lapidi di marmo nelle sepolture dei dieci profughi eritrei morti a Lampedusa il 3 ottobre 2013 non identificati, e sepolti a Caltanissetta. Sulle lapidi c'è un numero e la data della morte.

FONTE LASICILIA


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